Cerca
  • daniladestefano

Amarsi male: 10 segnali per riconoscere le relazioni disfunzionali



Molto spesso capita di "ritrovarsi" in relazioni disfunzionali.

Perché ho scritto "ritrovarsi"? Perché sono più le volte che le persone realizzano il problema dopo un bel po' di tempo, rispetto alle volte che lo si realizza fin dall'inizio. Insomma: le persone un bel giorno si svegliano, aprono gli occhi e si rendono conto che qualcosa non va.

Perché accade questo? Per vari motivi:

• perché le emozioni possono offuscare il giudizio;

• perché per un motivo X "avevamo bisogno" di quella relazione;

• perché non siamo tutti esperti di relazioni o psicologi;

• perché siamo convinti di poter salvare il prossimo e che questo prossimo possa sempre cambiare o migliorare (e che voglia farlo);

• perché il nostro partner è stato bravo a occultare "il problema" fin quando ha potuto;

• tanti altri perché. Milleunomodi per "ritrovarsi" in una relazione disfunzionale.

Ciò che accade dopo aver aperto gli occhi, richiederebbe un altro intero post. E comunque non è lì che voglio andare a parare oggi.

Piuttosto, ecco una lista di SEGNALI che possono aiutare chi attualmente sta solo annusando odore di infelicità, a riconoscere di star vivendo una relazione pericolosamente disfunzionale.

10 Segnali per capire che ti trovi in una relazione disfunzionale

1) Compromessi, questi sconosciuti!

Ti rendi conto che tra te e il tuo partner non esistono compromessi: nessuno dei due è disposto a cedere e riguardare di nemmeno una virgola il proprio punto di vista, le proprie richieste e le proprie pretese. Non esistono rinunce per il bene della coppia da nessuna delle due parti. Oppure, ciò accade in modo mono-direzionale (il che, spesso, è anche peggio): tu sei pronto ad accettare, mentre il tuo partner non si sposta di mezzo passo, oppure il tuo partner accetta tutto, mentre tu pretendi tutto ciò pensi ti spetti fino all'ultima goccia. In ognuno di questi casi, le posizioni vanno riviste. Il compromesso è la base di un rapporto sano e appagante.


2) Io valgo quanto te, se sei d'accordo.. altrimenti no

Ti rendi conto che il vostro valore personale non è considerato "alla pari": il tuo partner vale più di te, ha esigenze più importanti, che vanno soddisfatte prima, poi vieni tu. O viceversa. Questo potrebbe essere grande fonte di frustrazione e insoddisfazione. Potrebbe far esplodere il partner "con meno valore", o portarlo a comportamenti continui di dimostrazione del proprio valore (come un figlio che vuole dimostrare alla mamma di essere abbastanza bravo). Potrebbe anche "far stancare" della relazione il partner "con più valore", perché potrebbe dare per scontato il partner "che vale meno". Insomma, non piace e non fa bene a nessuno dei due. Attenzione però: ci sono casi in cui senti che il tuo partner non ti dia abbastanza valore, quando in realtà sei tu a volerne sempre di più, forse troppo. In quel caso, sei tu il partner "con più valore" dell'altro.


3) L'auto-sabotaggio: una bomba ad orologeria

Ti rendi conto che stai trattenendo molte emozioni negative, sopportando comportamenti che non ti piacciono, accumulando frustrazioni. I motivi possono essere diversi: • magari non c'è una comunicazione efficace tra voi due, quindi piuttosto che comunicare, trattieni; • magari vedi che non c'è interesse da parte del tuo partner per ciò che ti fa stare male, "quindi inutile parlarne"; • magari hai paura di perdere il partner quindi piuttosto preferisci soffrire in silenzio, accontentandolo. In ogni caso, ti rendi conto che stai per diventare una bomba che prima o poi esploderà?


4) Dipendenza, ma non da droghe

Ti rendi conto di sentirti dipendente dal tuo partner: non riesci a stare lontano da lui/lei, hai continua paura di perderlo, temi che qualcosa di brutto possa accadere e ossessivamente controlli che ciò non accada. Interpreti anche piccoli segnali come catastrofici in quanto potrebbero farti perdere il partner e senti che la tua vita non avrebbe più senso. Oppure vedi che è ciò che vive il tuo partner nei tuoi confronti. Questa dinamica è tanto comune quanto distruttiva: a lungo andare di solito accade che il partner non dipendente si allontani dal partner dipendente perché "asfissiato" dalle continue richieste di attenzioni, rassicurazioni e dal non poter più vivere serenamente.


Leggi anche il post Amore o dipendenza?

5) Quante fonti di felicità hai? 1? E basta?

Questo punto è spesso correlato a quello precedente. Ti rendi conto che il tuo partner è la tua unica fonte di felicità e appagamento, che nient'altro riesce a farti stare bene e che nient'altro ti interessa. O vedi che questo è ciò che vive il tuo partner nei tuoi confronti. Quindi, ricapitolando, in caso di perdita del partner (che nessuno vi augura, ma che, obiettivamente, può succedere), niente avrà più senso nella vostra vita. Vi suona bene? No che non vi suona bene. Per quanto possa piacervi passare 24/h al giorno insieme al vostro partner, pensando al vostro partner, facendo qualcosa per il vostro partner o per la coppia, aspettando di vedere finalmente il vostro partner, questo è non solo sbagliato, ma anche deleterio. Alla lunga, voi o lui/lei potreste sentirvi asfissiati, desiderare aria fresca, desiderare altro. Una relazione equilibrata, nella quale si divide il tempo tra questo che ho appena elencato e altri interessi, altre persone (amici, familiari..), altre passioni, è il modo migliore per far funzionare la relazione, come anche "per proteggervi" e per percepire un benessere generale maggiore.


6) Bugie ed omissioni: quieto vivere fasullo e frustrante

Ti rendi conto che potresti riempire un intero quaderno con la lista delle omissioni e bugie che sia tu che il tuo partner raccontate a vicenda. "Sto bene", "non ho niente", "non lo farò più", "giuro, non è così". Che beneficio può darvi a lungo termine? Non risolvete i conflitti e generate ulteriore frustrazione e rabbia. Se siete a questo punto, è evidente che qualcosa non va e forse dovreste fare qualcosa a riguardo piuttosto che continuare a tifare per un finto quieto vivere solo momentaneo (e nemmeno).


7) Mi fido del fatto che non mi fido

Ti rendi conto che non riesci a fidarti del tuo partner, o che il tuo partner non riesce a fidarsi di te. Questo può avere molte spiegazioni, tra cui il fatto che c'è stato un tradimento di fiducia in passato non accettato e/o superato, oppure che lo sfiduciato della coppia sia uno sfiduciato nei confronti della vita in generale, per motivazioni personali e intrinseche che magari vanno al di là della coppia, e che forse andrebbero affrontate con un professionista per evitare che la relazione vada a rotoli per potenziali comportamenti controllanti, asfissianti, ossessivi.


8) Ho bisogno di spazio, ma solo se vieni anche tu

Ti rendi conto che i vostri spazi sono letteralmente colonizzati anche dal vostro partner. Non ci sono attività o situazioni che vivi da solo. E in caso in cui queste si presentassero ipoteticamente, porterebbero un terremoto nella coppia. Annullarsi a favore di dare tutte le energie possibili alla coppia, può sembrare bello e appagante sul momento ma, come per il discorso sulla dipendenza affettiva e sulle "fonti di felicità" (punti 4 e 5), questo non funziona a lungo termine. Ricaricarsi, assecondando altri interessi e altre cose che ci fanno stare bene, è di beneficio sia per noi stessi che per il partner.


9) La fine del mondo è arrivata, e di nuovo, e ancora, e ancora

Ti rendi conto che tu, o il tuo partner, rendete tragedia qualsiasi piccolo problema: un errore, una parola fuori posto, una mancanza, un qualcosa che è andato diversamente da come ti aspettavi, ti fanno sentire come se la relazione stesse finendo, il mondo affondando, la tua vita a pezzi e che niente abbia più senso. O ciò accade al tuo partner. Questa problematica è logorante sia per il predatore che per la vittima. Non si riesce a dare il giusto peso alle cose e quindi a scegliere quando litigare e quando passar sopra all'accaduto. A lungo andare, molto probabilmente la relazione finirà perché "la vittima" sarà KO. E inoltre, urlare "a lupo a lupo" anche per piccole cose fa perdere credibilità anche per quando poi capiterà di arrabbiarsi per cose importanti.


10) "Non fa niente" & le questioni irrisolte

Ti rendi conto che a nessuno dei vostri problemi viene messo un punto. Piuttosto che "lavorare" fino alla risoluzione di essi, si lasciano aperti discorsi, non si ragiona su soluzioni e non ci si impegna a non far riaccadere più la cosa. Ci si saluta ancora arrabbiati, si dorme schiena contro schiena e il giorno dopo si fa finta di niente. Questo comportamento lascia in continuazione ferite aperte e crea vissuti di incomprensione, e in più lo stesso problema può ripresentarsi in quanto non è stato fatto molto per evitarlo. Questo può essere causato da eccessivo orgoglio che non fa "piegare" nessuno dei due della coppia, o anche solo uno dei partner. I litigi e le discussioni possono, invece, essere un'ottima fonte di crescita sia personale che della coppia.


Una volta individuati i vostri talloni di Achille, avete due strade da poter percorrere:

• Impegnarvi entrambi e lavorare sul superamento di questi problemi, e se ciò vi risulta difficile o non sapete da dove iniziare o cosa fare, pensate di chiedere consiglio a un amico fidato che vi conosce bene o chiedere l'aiuto di un professionista. Lo psicologo è (anche) un esperto di relazioni.

• Aspettare che un caos incombente e molto probabile si abbatta sulle vostre teste e metta alla prova la vostra relazione con basi precarie.

Mi perdonerete l'ironia, di solito risulta efficace per una migliore comprensione del messaggio 😉

Dott.ssa Danila De Stefano