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  • daniladestefano

Amore o dipendenza?


L’amore è un concetto piuttosto complesso. Nascono una grande quantità di sentimenti e si innescano comportamenti che spesso non hanno alcuna spiegazione o quantomeno sfuggono a una logica comune.

A volte l'amore può diventare patologico: in questo caso si parla di dipendenza affettiva, ovvero una modalità di relazione con il partner che diventa ossessiva e/o morbosa. Il partner è visto come unica fonte di gratificazione e felicità e si ha la sensazione che la vita senza di lui/lei non abbia senso.

Attenzione: la dipendenza non è in ogni caso patologica, infatti il sentirsi dipendenti dall'altro è una comune caratteristica dell'essere umano e dell'amore e in particolare della fase dell'innamoramento, nella quale vi è presente forte passione e desiderio di contatto e vi è la comune sensazione di "riuscire a pensare solo a lui/lei". La vera indipendenza, se vogliamo, non esiste.

L'amore diviene patologico laddove è presente angoscia costante di perdere la persona amata, si rinuncia ai propri desideri e interessi pur di compiacere il partner e vi sono presenti sintomi simili all'astinenza in caso di lontananza, che porta a ricercare la persona amata in modo compulsivo. Come una vera e propria droga.

Il passaggio da una normale fase di innamoramento a un innamoramento disfunzionale, avverrebbe per la trasformazione del desiderio in bisogno necessario e del piacere in sofferenza.

E' una problematica molto comune e molto distruttiva delle relazioni. Spesso l'amore finisce a causa della troppa accondiscendenza del dipendente, che arriva a rinunciare al suo spazio personale e compiace il partner ad ogni costo a scapito dei propri interessi e personalità, caratteristiche indispensabili per un amore consapevole e maturo. Le relazioni possono finire anche a causa dei continui comportamenti ossessivi del dipendente che possono portare esasperazione e frustrazione nell'altro partner.

Vale la pena sottolineare che alla base di questi comportamenti ci può essere una grande insicurezza, una bassa autostima, paura della solitudine e un'inconscia triste ed errata consapevolezza di non poter essere amati dagli altri, che spesso pone le radici nelle relazioni avute in infanzia con altre persone importanti per noi, come ad esempio i nostri genitori e chi ci ha cresciuto.

Risalire ai fattori che hanno determinato questa modalità di relazionarsi è un'operazione complessa. Ad oggi, fortunatamente, numerosi studi sono stati fatti in psicologia per comprendere le modalità di sviluppo della problematica e tecniche e strategie per superarla, sostituendola con la formazione di relazioni affettive basate sulla reciprocità in cui sentirsi finalmente amati e accettati, e sul mantenere un senso di amabilità e valore personale.

COSA FARE IN CASO DI DIPENDENZA AFFETTIVA:

1. Il primo passo è quello di riconoscere di avere un problema; 2. Rivolgersi a un valido psicologo/psicoterapeuta; 3. Considerare il proprio benessere e la propria salute come priorità su tutto il resto, poiché se ciò viene meno, anche tutto il resto potrebbe deteriorare.

Dott.ssa Danila De Stefano