Cerca
  • daniladestefano

Il famoso 'capro espiatorio'.. sono io?



Tutti noi abbiamo sentito almeno una volta l'espressione "capro espiatorio". Il capro espiatorio, nella conoscenza popolare, è un soggetto o un gruppo di soggetti ai quali una o più persone danno la colpa di un qualcosa non è stata effettivamente commessa dal povero capro, o almeno non in toto.

In psicologia possiamo definire il capro espiatorio come l'oggetto, la persona, il gruppo sul quale vengono scaricate delle colpe che non possono essergli attribuite. Questo può accadere a causa di un meccanismo di difesa con il quale l'individuo trasferisce sul soggetto una colpa che non riesce ad accettare come sua. Questo vale anche per emozioni diverse. Ecco un esempio:

Io non riesco ad accettare consciamente di non essere riuscita a terminare gli studi a causa della mia pigrizia o del mio procrastinare, allora colpevolizzerò il mio partner del fatto che tempo fa mi disse che voleva passare più tempo con me mentre io studiavo, il che mi ha poi portato a studiare sempre meno per renderlo felice.

Insomma, io inconsciamente non accetto di assumermi le responsabilità delle mie azioni allora in automatico interpreto in modo diverso ma apparentemente coerente i fatti, scaricando la colpa su qualcun altro.

Un altro modo di interpretare questo fenomeno, è che il povero capro in questione diviene vittima delle emozioni negative dell'altro (rabbia, frustrazione, tristezza, insoddisfazione), che gli attribuirà colpe per il semplice fatto che così avrà sfogato un po' il suo malessere. Esempio:

A lavoro mi sento molto sotto pressione perché le cose non vanno come dovrebbero e il capo mi stressa e minaccia di licenziare diversi collaboratori, quando torno a casa basterà un bicchiere fuori posto per arrabbiarmi in modo spropositato con mio marito perché in fondo "gliel'ho detto mille volte che mi da fastidio", quindi ho ragione ad arrabbiarmi così.

Anche in questo caso, possiamo ipotizzare che il livello di rabbia non può essere effettivamente proporzionato alla gravità di un bicchiere fuori posto. Molto probabilmente, avrò sfogato parte delle mie emozioni negative scagliandomi contro chi so che probabilmente tollererà il mio comportamento eccessivo.

Un terzo tipo di "capro espiatorio", in psicologia è anche chiamato il "paziente designato": spesso nelle famiglie c'è un membro, la cosiddetta pecora nera, che è la persona che viene additata come la causa di tutti i problemi di famiglia. E' spesso il membro che viene letteralmente spinto dagli altri membri nello studio dello psicologo. In realtà, molte teorie psicologiche mostrano il paziente designato come un sintomo, e non la causa: nei rapporti, legami e comunicazione familiare va ricercato il cuore del problema. In poche parole, anche in questo caso chi riceve le dita puntate contro, in realtà, è un capro espiatorio. Esempio:

I miei genitori sono freddi l'uno con l'altro e non si parlano da molto tempo. Mia madre ha riposto in me molte aspettative e pretende che io sia perfetta: brava a scuola, brava a danza, la più bella, la migliore in tutto. In casa c'è molta pressione e si ride poco. Io sento che se non accontento mia madre, lei non mi stimerà. Inizio a mangiare sempre meno e a calcolare le calorie che ingerisco fino ad arrivare a pesare 35kg. I miei genitori mi portano dallo psicologo per farmi aiutare per la mia anoressia.

Anche qui, dall'esterno, molti direbbero che la ragazzina va aiutata perché ha problemi. Niente di più giusto, ma riduttivo. L'ambiente che ci circonda ha un grosso peso nello spingerci in una direzione o in un'altra. Se le condizioni intorno a noi non cambiano, non sempre si riesce a riacquistare un equilibrio personale sano.

Questi sono tre comuni esempi di capri espiatori. Mi sono soffermata sulla descrizione delle dinamiche piuttosto che sulle conseguenze negative emotive e comportamentali dei poveri capri così che, chi legge, impara a riconoscere queste dinamiche negative e deleterie nella speranza che ciò possa far riflettere, dare consapevolezza e aiutare ad evitarle o combatterle.

Dott.ssa Danila De Stefano