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  • daniladestefano

Gli haters ai tempi della tecnologia: un fenomeno dietro agli schermi



Cos'è un hater?

Chi utilizza Facebook, Instagram, Twitter, naviga sui blog online o legge i commenti agli articoli di un qualsiasi giornale, non può non essersi mai imbattuto in un "hater".

Gli haters sono stati definiti da alcuni giornalisti che hanno osservato il fenomeno come utenti che "avvelenano le discussioni online con commenti improntati a un odio violento e immotivato". Parole esplicative ma che non amo particolarmente, quindi mitigherò i termini e descriverò il mio personale punto di vista: sono utenti di internet che, per una qualche ragione, non sentono il bisogno oppure non hanno interesse a mantenere un atteggiamento di delicatezza e comprensione dell'altro, con il risultato di comunicare spesso senza alcun tatto e in modo spesso molto inappropriato alle situazioni. Atteggiamenti distruttivi del quieto vivere e che spesso feriscono più che immotivatamente le altre persone.

L'hate speech è una forma di comunicazione violenta che ha alla base minacce, insulti, offese che colpiscono l'identità della "vittima" oppure giudica un suo comportamento. Alcuni studi italiani effettuati su questa popolazione (come le Mappe di Vox contro l'intolleranza, progetto dell'Osservatorio Italiano sui diritti) hanno mostrato che tra i bersagli privilegiati ci sono le donne, a causa forse del retaggio culturale che relega la donna a un ruolo subordinato rispetto all'uomo. I dati mostrano che attraverso l'hate speech, alcuni uomini hanno la percezione di esercitare una sorta di potere attraverso l'umiliazione e il controllo, generando disagio e stress. Altri bersagli preferiti dagli italiani sono risultati essere l'odio razziale, l'antisemitismo, il disprezzo per gli omosessuali e i diversamente abili.


Nella mia personale esperienza quotidiana, in particolare, mi ha colpito soprattutto il duro e persistente hate speech che riscontro in gruppi o pagine Facebook nelle quali si affrontano argomenti legati a questioni di vita quotidiana di ogni tipo, alcuni di questi gruppi seguiti quasi da solo-donne: si critica e si insulta pesantemente l'errore altrui o anche semplicemente l'altrui pensiero, anche laddove le informazioni a disposizione non risultano abbastanza dettagliate da poter effettivamente avere un quadro a 360 gradi della situazione così da poter dare un giudizio costruttivo. Ergo, si critica pesantemente anche e soprattutto qualcosa che non è possibile comprendere a pieno, che non si conosce, senza nemmeno dare il tempo di spiegarsi meglio, di completare la storia. Si parte in quinta con gli insulti, come se non si aspettasse altro. Anche a discapito della vecchia e stereotipata ma certamente più sana solidarietà femminile.


Mi colpiscono molto gli insulti e commenti inutilmente offensivi di tantissime, troppe donne. A volte apro dei nuovi post facendo un gioco con me stessa: "scommetto che leggerò almeno 5 commenti che mi faranno sbarrare gli occhi da quanto sono inappropriati e ingiustificatamente cattivi". Vinco quasi sempre.

Il punto è questo: anche se una persona sta effettivamente raccontando un episodio nel quale mostra un comportamento "sbagliato" oppure, a parere dei lettori, non propriamente brillante, a cosa serve criticarla pesantemente? Cosa si pensa di ottenere?

Spesso, in questi gruppi, queste donne chiedono una mano, un consiglio: "Salve, sto facendo questa cosa, ma temo di sbagliare, cosa dovrei fare secondo voi? Aiutatemi a capire per favore" Puntualmente la risposta media è "Ah, credi di sbagliare? Wow, sei proprio intelligente, ma perché tu e le persone come te non vi estinguete?" oppure "Questi sarebbero problemi? Ma vai a lavorare piuttosto, non capisci niente" o anche "Ma veramente in giro c'è gente così stupida? Mah" e così via.

Ragazzi miei, sono sconvolta. Ma non dalla cattiveria umana, ma dall'enorme quantità di maestri di vita che ci sono in giro!.. 😉

Ricordiamoci che tutti sbagliamo, che tutti prima o dopo avremo bisogno di un consiglio, di una mano altrui, anche su questioni che altri ci diranno essere sciocche o banali. Ritengo statisticamente improbabile che tutte queste persone siano perfette, intelligenti, moralmente sane, forti, brillanti e che non commettano errori di alcun tipo.

Il fenomeno degli haters limita pesantemente la libertà di esprimersi. Quante persone non si esprimono per timore di sentirsi additate, giudicate, offese, maltrattate?

Perché ferire i sentimenti delle altre persone?

C'è modo e modo per dire qualsiasi cosa, anche cose spiacevoli, anche in modo schietto, ma senza ferire l'altro.

Dott.ssa Danila De Stefano


Per approfondimenti:

- Le Mappe di Vox contro l'intolleranza

Per ridere, che fa sempre bene:

- Un'immagine ironica degli "haters" è spesso messa in scena dal comico italiano Maurizio Crozza attraverso il personaggio inventato di NAPALM51. Clicca qui per una playlist di video divertenti, e qui per un video che trovo interessante oltre che simpatico.