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Lo stigma della salute mentale: Hey guardate quello è depresso!


Lavorando come psicologa, già solo tra i miei pazienti noto un’enorme differenza nella percezione di ciò che è la salute mentale e i problemi di ordine psicologico in generale. C’è chi è abituato a considerarli una componente “normale” della vita, comprendendo che spesso in seguito ad eventi traumatici, forte stress, perdite, sia appunto “normale” o una conseguenza naturale poter soffrire di disturbi mentali, così come consideriamo “normale” un forte mal di pancia in seguito a un’indigestione. Altri ne parlano chiaramente per la prima volta chiedendo per favore di non dirlo in giro, come se uno psicologo potesse andare a dirlo in giro o potesse giudicarla una cosa simpatica da raccontare. Come se uno psicologo non avesse mai sentito parlare di un disturbo d’ansia e lo trovasse curioso. Persone che soffrono di depressione che si sentono dire “ma che sei depresso a fare?”, persone che soffrono d’ansia che vengono criticati per l’ansia “immotivata” che provano, persone che ridono delle fobie di altre persone nascondendo le loro, pazienti anoressiche additate per strada. Perché c’è questo forte stigma? Perché una vita sedentaria, mangiare cibo spazzatura e fumare sigarette che possono portare malattie cardiache, tumori e altre problematiche molto gravi sono considerate “normali”, mentre una persona che soffre di autolesionismo viene emarginata? La sensibilizzazione riguardo la salute mentale e i problemi che possono scaturire dalla non-salute mentale, ad oggi, in Italia è molto bassa. Non dobbiamo vergognarci di una madre che soffre di depressione, un fratello psicotico o un’amica bulimica occultando il problema. Nascondere i nostri e altrui disagi non serve a nulla, anzi può far peggiorare la problematica. Disturbi mentali gravi non spariscono da soli, altrimenti psicologi, psicoterapeuti e psichiatri non esisterebbero. Altro stereotipo da demolire: psicologi, psicoterapeuti e psichiatri non esistono solo per i disturbi mentali gravi: un problema relazionale, di comunicazione, del sonno o di ansia da prestazione possono far precipitare il nostro benessere anche per lunghissimi periodi. Non aspettare a chiedere aiuto per un tuo problema o incoraggiare un amico o un familiare a chiedere aiuto per il suo, così come non aspetteresti ad andare dal dentista per un dente del giudizio doloroso. Penseresti mai che possa cadere da solo?

Dott.ssa Danila De Stefano



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